"Arabesque": 4 immagini tra gesto e armonia
Alessandro Nastasio
di Amanzio Possenti
Il Maestro Alessandro Nastasio, milanese, è certamente fra gli artisti-principi del nostro tempo, lui che dipinge e scolpisce dal 1947 (allievo-promessa di Hibraim Kodra) e che oggi, a quasi 92 anni, classe 1934, mantiene intatta la sensibilità e l’autonomia pittorica, ribadendo mostra su mostra, l’ultima a Palazzo Lombardia, la grande fede in tutte le manifestazioni dell’impegno espressivo.


Coerente nello stile - fra armonia e bellezza delle forme - e straordinario interprete nella ricerca sempre più penetrante ed anche originale, che lo conduce a sviluppare, con lucidità e forza del colore, vitali esperienze contemporanee dove la figura subisce l’evolversi del pensiero creativo, Nastasio continua a stupire e a coinvolgere. Nel segno di un’Arte superiore e intensamente propria.
Il suo ’credo’ pittorico si affida all’invenzione e all’intuizione quali paradigmi iniziali e fondanti, dai quali entra, con l’entusiasmo del narrare per immagini, nella partitura espressiva inondandola di ineffabili momenti di partecipazione fra la mitologia e la sacralità e raggiungendo vette di alta poesia, tra il baluginare delle emozioni e la sensibilità del narratore. Nastasio rivela una forte componente coloristica che ben si accoppia con la scelta di una composizione libera, grazie ad una assoluta capacità di fondere l’aspetto formale con quello contenutistico. Così nasce una pittura intensamente coinvolgente e a misura dello spettatore, reso anch’egli partecipe del racconto: che spesso nei suoi dipinti incontra il sacro e il Divino, raccontati con limpida chiarezza ed autorevole adesione al Mistero che fa di Nastasio - già a lungo docente all’Accademia di Brera - un valido artista cristiano: lo attestano anche le numerose sue opere presenti in chiese.
Come ne ridefiniscono l’elevata statura professionale sia la miriade di lavori laici esposti in tutto il mondo dall’Italia, agli Stati Uniti al Giappone sia gli esiti felici di un grande numero di esposizioni personali.


La recente cartella di 4 litografie originali acquerellate dal titolo ’Arabesque’ (con commento critico di Roberto Vittorio Di Pietro) tra fattezze di Tersicore e gioia della danza mentre celebra il valore del gesto di danza, accompagna lo spettatore alle meraviglie di un intrecciarsi di corpi leggiadramente ritmati dalla cadenza dell’armonia stilizzata.