Castel Rozzone(Bergamo)
Palazzo Comunale e Chiesa Parrocchiale
Dolores Previtali
di Amanzio Possenti

E’ in corso a Castel Rozzone (Bergamo), con successo di visitatori e in due luoghi diversi, la stimolante mostra della pittrice bergamasca Dolores Previtali, mostra aperta sino al 6 Aprile, parte nell’aula del palazzo comunale parte nella chiesa parrocchiale.

Gian Pietro Resmini, organizzatore della Mostra in collaborazione con il Comune di Castel Rozzone e la Parrocchia di S. Bernardo Abate, nel comunicare il vivo interesse dei visitatori, così racconta:
“La Mostra è stata organizzata per riflettere sul periodo Quaresimale e sulla Pasqua.
La collaborazione stimolante dell’Amministrazione Comunale e della Parrocchia di San Bernardo Abate ha permesso di presentare una proposta artistica con Opere di Dolores Previtali di notevole livello allestite in due spazi diversi: “Ora Nona” nella Chiesa Parrocchiale e “Passaggio” nella Sala Polivalente del Municipio.Le due mostre sono legate tra loro da una tematica che riflette sui temi dolorosi di questi tempi. .”

Interpellata in proposito ecco la dichiarazione della pittrice Dolores Previtali :
“Vi sembrerà banale, ma raccontarvi il mio lavoro, non è semplice, è come mettere a nudo, le emozioni nel profondo della mia anima. Sono nata a Bergamo in un casello vicino alla ferrovia, mio nonno paterno era il casellante,da piccola ho visto passare numerosissimi treni. Sono sempre stata attratta dai treni e dalle persone che viaggiavano, la stazione che era confinante con la scuola e prima di andarvi, andavo sul terrazzo e vedevo una moltitudine di uomini diretti in fabbrica con le loro tute blu e la sera ero lì che li aspettavo, ma le tute erano grigie impolverate come i loro volti irriconoscibili. Questi momenti mi sono sempre rimasti impressi e mi hanno reso partecipe, come se li vivessi, il dolore per chi non tornava più, perché moriva sul lavoro ; a quei tempi ( come purtroppo ancora adesso) gli incidenti sul lavoro, erano frequenti, le campane e le sirene quando succedeva la tragedia, suonavano e ho ancora nella mie orecchie il loro suono. Sono momenti che hanno segnato con il dolore il mio vivere, i racconti, che nella stalla dei nonni materni (contadini) seduti sulla paglia, al calore delle mucche, mi raccontava della guerra che da pochi anni era finito, gli anziani parlavano e io immaginavo le tragedie, assimilavo tutto, poi si recitava il Rosario.

Sposata nel 1971, l’anno dopo persi il mio primo bambino nato da soli 20 giorni. Da questo grande dolore, è nata spontanea l’esigenza di avere tra le mie mani qualcosa che potessi creare per allontanare questo dolore; ho cominciato a ritagliare cartoncini e a ricomporli sotta altra forma e volume, a modellare la creta e da lì sono nate le mie figure, i miei “Uomini” in cammino, in questo viaggio infinito che continuiamo a vivere pari passo al dolore.E’la vita di ogni uomo e la preghiera (che non abbandonerò mai) ha fatto parte di questa mia convivenza.
Il mio lavoro è una scelta vissuta, dentro i volti e le espressioni dei miei uomini, ci sono parole mute, ma che sanno esprimere a chi le guarda un segno che tocca la sensibilità e l’anima, come la mia Via Crucis ( esposta in Chiesa) : ci siamo tutti lì dentro, è il cammino della nostra"

Questa infine è la opinione della autrice del catalogo ed esperta d’arte, la dott.sa Beatrice Resmini:
“La mostra di Dolores Previtali si offre come un abbraccio diffuso, capace di avvolgere la comunità nei luoghi più familiari e quotidiani. Non è solo un’esposizione, ma un gesto di prossimità: la sua poetica apre spazi di relazione.
Le sue figure, essenziali e silenziose, custodiscono storie condivise, fatte di attese, di sostegni reciproci, di fragile umanità.
Nel dialogo tra la sala polivalente del Comune e la chiesa, il percorso si fa più intenso, attraversando il dolore senza retorica e restituendolo come esperienza comune, mai distante.
C’è un calore discreto nelle sue opere, che nasce dalla materia stessa e dal gesto che la modella: una cura lenta, un affondo morbido che non cancella i solchi. Previtali non impone, ma accompagna lo sguardo, invitando a sostare. E in questa sosta, l’arte diventa occasione di riconoscimento, un luogo in cui la comunità può ritrovarsi e, forse, riconoscersi un po’ più vicina”.

Le testimonianze sono univoche: una doppia mostra di grande valore umano ed artistico e di intensa sensibilità espressiva.

