Roma - Università Gregoriana
Abbasso tutte le guerre
Si terrà giovedì 19 marzo dalle 17 alle 18.45 presso l’Aula Tesi (C012) della Pontificia Università Gregoriana, la presentazione del volume “Lorenzo Milani. Abbasso tutte le guerre. Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani militari”, edizione critica a cura di Sergio Tanzarella pubblicata da Il Pozzo di Giacobbe.
L’evento, promosso dal Centro studi interreligiosi della Gregoriana nell’ambito del corso “La non-violenza nelle religioni”, vedrà gli interventi di p. René Micallef, della Facoltà di teologia, di Rocco D’Ambrosio, della Facoltà di filosofia, e del curatore del volume, Sergio Tanzarella, docente di storia e beni culturali della Chiesa e membro del Centro studi interreligiosi. Nel corso dell’incontro, l’attrice Adonella Monaco leggerà alcuni testi di don Milani. Modera Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro. Per partecipare è richiesta la registrazione sul sito www.unigre.it entro il 18 marzo.

origine
Nel febbraio del 1965 i cappellani militari in congedo della Toscana emanano un comunicato stampa accusando i giovani italiani obiettori di coscienza di essere dei vili. In loro difesa interviene don Milani con una lettera aperta agli stessi cappellani nella quale chiede rispetto per chi accetta il carcere per l'ideale della nonviolenza.
Per questa sua lettera Milani viene denunciato da un gruppo di ex combattenti e messo sotto processo. Impossibilitato a parteciparvi per l'aggravamento del tumore che lo porterà, di lì a poco, alla morte, Milani scriverà una memoria difensiva sotto forma di lettera ai giudici.
In essa la storia civile dell'Italia unita viene riletta senza retorica celebrativa come storia feroce di guerre, di spietato colonialismo, di sopraffazione di poveri. La lettera, vero manifesto contro l'obbedienza cieca, metterà anche sotto accusa la illusoria deresponsabilizzazione dell'esecuzione di ordini, anche omicidi, impartiti da un'autorità.
Le due lettere di Milani sono accompagnate da note che ne chiariscono il senso e le relazioni con la sua opera. Nella postfazione il curatore ricostruisce lo svolgersi del processo grazie ad inedite lettere e carte processuali.