Tra un prete ed una suora, la carta carbone e le cabine telefoniche
Il dimenticatoio
di Roberto Bonsi
Che dire, se non voltarsi, magari solo per un attimo e guardare all' avvolgente passato, appena o da tempo lasciato alle spalle.
Per ragioni anagrafiche il nostro è ormai un passato remoto, ma non ci perdiamo d’animo in quanto guardiamo sempre e solo in avanti con la schiena dritta e con uno sguardo sereno rivolto verso un orizzonte che ci attende implacabile.
Nel corso dei lustri e delle decadi che ci han visti a volte come attori comprimari ed a volte come coprotagonisti, sono numerose le mode e i modi che ci hanno per così dire, fatto spesso … cambiare pelle.
Siamo ora in un presente che un tempo era giocoforza un futuro. un’attualità che ci vede … “schiavi” ad esempio, di tanti, troppi,oggetti elettronici, che guarda caso, invece di farci comunicare tendono ad isolare tutti noi, e così è per i telefonini semplici e per gli “Smartphone” di ultima generazione, per i personal computers e per i televisori, che sono ormai da considerarsi obsoleti, ci sono anche i robots e tanti automatismi che perlopiù vengono maggiormente usati in campo medico, nelle industrie ed altro ancora.

Ora però facciamo comunque un rapido salto all’indietro, e ripensiamo agli oggetti che ci hanno fatto compagnia nel tempo che fu. Naturalmente dimenticheremo qualcosa, e su ciò che ricorderemo, daremo maggior o minore spazio,rovistando … a piene mani nel “cassetto” della nostra memoria.
“Once upon a time”, C’era una volta, direbbero gli a volte seri, paludati e schizzinosi abitanti della “Perfida Albione” (n.d.a.: L’Inghilterra). Si, proprio così, “C’era una volta”, ed ora … chi di Voi ( e “of course” ci si rivolge ai “boomers”), ancora si ricorda del DDT?. Bene!. Allora tendendo la mano, vi si accompagna alla riscoperta oppure alla scoperta, dei tanti “Aggeggi” che ci siamo lasciati alle spalle.


Il DDT non era altro che un vecchio insetticida, ed è stato uno dei più diffusi al mondo. Si usava in agricoltura, ma anche all’interno delle case. DDT sta verbalmente a significare: (diclorodifenildicloroetano). Si era tra gli anni ‘40 e gli anni ‘60, nel corso della Seconda Guerra Mondiale e nei momenti della ricostruzione, quando il mondo intero iniziava a leccarsi le gravi ferite inferte dalle bombe e da altre “macchine” della stolta guerra. All’interno delle abitazioni, il DDT era assai efficace nella strenua e quotidiana lotta con mosche, zanzare, pidocchi, cimici, ed altri insetti, quelli da definirsi come di vario genere. Il fattore contrario del DDT era quello che il suo spruzzo malefico persisteva nell'ambiente, sia che fosse interno che anche all’ esterno, Insomma!. In sole due parole, distruggeva l’ecosistema. Pensate che le sue tracce, specie in agricoltura, sono state trovate dopo circa quaranta anni. Ma chi scopri tale oggetto oggi archiviato e dimenticato, del quale se ne fece uso ma che per l'appunto procurava danno?. Il suo scopritore fu il chimico austriaco Othmar Zeidler, che ebbe modo di sintetizzarlo nel corso dell’anno 1873.
Fu però lo svizzero Paul Hermann Muller ad essere insignito dell'allora ancor prestigioso Premio Nobel, in quel caso, per la medicina; questo nel 1948, in quanto egli ne scoprì le varie opportunità d'uso, specie contro gli artropodi, ovvero di insetti provvisti di articolazioni.

Saltando di palo in frasca,ecco che nella nostra mente appare l’Idrolitina, la quale è di fatto, quasi non più in uso, ma ancora resiste con tenacia sugli scaffali della grande distribuzione e non solo, l’Idrolitina è un prodotto commerciale distribuito in Italia sin dal lontano 1901, ed essa come è risaputo è una polvere bianca ad uso alimentare, e che si aggiunge all’acqua potabile per far sì che di punto in bianco prenda di botto una sua forma di effervescenza. La stessa viene prodotta nello Stabilimento Gazzoni & C. di Bologna, ed è oggi distribuita da Ristora.

La sua confezione nasce nei pressi di Genova in località Sant’Olcese. La sua composizione è invece determinata dal bicarbonato di sodio (E 500), dall’acido malico ( E 296) e dall'acido tartarico (E 334). Sotto il pontificato di papa Pio XI la qui presente ditta del Cavalier Gazzoni, divenne la fornitrice abituale del novello Stato della Città del Vaticano.
Nell’anno 1959 le fu data una ragguardevole promozione pubblicitaria grazie al mitico “Carosello”. L'idrolitina è nata come unico scopo, che è stato ed è quello di favorire la … digestione dell'individuo che la beve, ed è anche stata usata in cucina per dolci od altro ancora. Dalle cronache pubblicitarie alle canzoni. Infatti questa bevanda siffatta fu “celebrata” anche dal grande cantautore Franco Battiato nella canzone: “Zone depresse” dall’album “


Sfogliando sempre le pagine ormai ingiallite della nostra memoria, ecco il vespasiano, e chi scrive ne ricorda uno che si trova ancora in uso nel piazzale della Stazione ferroviaria di Salsomaggiore Terme nel parmense e lo stesso celebra lo stile Liberty o Art Nouveau (1890-1910). Il vespasiano, come anche i muri conoscono, è un orinatoio pubblico per soli uomini, il quale seppur non come un tempo, capita ogni tre per due di trovarsi davanti a questa piccola costruzione, oggi semiabbandonata.
L’imperatore romano Cesare Vespasiano Augusto, fondatore della dinastia Flavia e nono imperatore di Roma, a lui fu attribuita quella che noi possiamo chiamare invenzione di queste latrine seminascoste che infine presero il suo nome, e ad onor del vero lo stesso Vespasiano impose una forte tassa sugli orinatoi pubblici. .


Ora facciamo un ennesimo volo all’indietro rispetto a noi ed al nostro oggi, e ci caliamo negli anni ‘60/’70, e in questa epoca specie nei suoi primordi ecco che si aveva a che fare con il prete e con la suora, ma niente di cui voi neofiti di questo pensiero, specie per età anagrafica, crediate. Il prete e la suore erano due strutture di legno, e contribuivano a riscaldare il letto prima che noi ci si infili tra le lenzuola. Il prete era un telaio di legno leggermente arcuato che, per così dire, proteggeva le lenzuola dal contatto diretto con la fonte di calore per non rischiare un incendio. La suora, invece era un contenitore circolare (braciere) riempito con brace viva prelevata dal camino o dalla stufa, coperta di cenere per così dosare il calore. Si creava così un caldo microclima tra le lenzuola ed il materasso, che eliminava anche l’umidità. Ora è giustamente tutto cambiato e le persone vanno a letto con lo scaldaletto elettrico, ma anche qui occorre attenzione a causa di un inaspettato eventuale corto circuito che parimenti potrebbe accadere.


La carta Igienica. Che dire?. Pare che anch’essa abbia i giorni contatti, ma personalmente non sappiamo bene in quale maniera. Un tempo non c’era e usavano bagni per tutti condomini al di fuori delle abitazioni, ma spesso ci si puliva il sedere con la carta inchiostrata dei giornali quotidiani. Messaggio agli anzianotti e alle anzianotte, come il sottoscritto.


Vi ricordate della carta carbone?. Risponderete: A cosa serviva la carta carbone, se non a fare una copia sul foglio ad essa sottostante. Questo con la sua superficie inchiostrata, e la si posizionava tra due fogli, il foglio superiore sul quale si scrive ed il foglio inferiore che riceve così la copia.

Ci sarebbe tanto da scrivere ma il direttore ed anche i colleghi giustamente reclamano spazio. Se ci sarà una prossima volta sulla quale si potrà scrivere degli oggetti finiti nel dimenticatoio, ecco il bucato con la liscivia e la cenere, il ciclostile, le cabine telefoniche, i deflettori delle auto, i rimedi della nonna (quelli detti anche, casalinghi). i calendarietti profumati dei barbieri, e molto altro ancora. Dunque alla prossima cari amici ed amiche lettori e lettrici, Ah!. Vi rammentate del telefono “Duplex” …?