In vista del referendum sulla giustizia
Sondaggi farlocchi
di Nicola Bruni
Mi domando che credibilità possano avere sondaggi elettorali, come quelli pubblicati ogni lunedì sera dal TG7, che vengono effettuati da SWG su un "campione" di 1200 persone, delle quali solitamente circa un terzo "non si esprime" (con esclusione di oltre 4300 che non hanno rispondono), come a stento si riesce a leggere nella didascalia a caratteri piccolissimi sottostante ai numeri.

Vale a dire che al sondaggio rispondono solo 800 persone maggiorenni, residenti in Italia, le quali molto difficilmente possono essere rappresentative per età, sesso e dislocazione geografica dell'elettorato nazionale (che per la Camera dei deputati è di oltre 47 milioni).
Infatti, bisogna considerare che all'1% delle preferenze espresse corrispondono solo 8 persone, e che ad una variazione del +0,1% o -0,1% corrisponde lo 0,8% di un solo potenziale votante, cioè una persona amputata di un quinto della sua rappresentatività.

Con queste proporzioni - mi domando - quanti potenziali votanti sono stati consultati in piccole circoscrizioni elettorali come la Valle d'Aosta, il Molise, l'Alto Adige o la Basilicata? Quante donne quanti uomini, quanti giovani e quanti anziani? Forse lo 0,001% del "campione rappresentativo", cioè solo un pezzettino di ogni persona interpellata e rispondente? E, di settimana in settimana, si vanno a pescare sempre gli stessi, cosicché le variazioni sono minime?
Ciliegina sulla torta: in una nota posta sotto i dati riportati, si avverte che il margine di errore statistico è calcolato nella misura del 2,8 per cento.