letter@perta
ad una goccia d'acqua
L’Acqua, la vita, la distruzione
di Dante Fasciolo
Ti incontro in ogni ora della giornata, e ti seguo.
E vivo con distratta assuefazione i gesti che accompagnano la tua presenza;
mentre leggo nella tua fisionomia i tratti della storia dell’Uomo sulla Terra.
Sei precipitata dall’Alto all’Alba della Vita insieme a miliardi di gocce tue compagne,
hai confortato il respiro del suolo e ti sei rifugiata tra rocce materne,
e il tuo lento cammino ha dato senso al ciclo della tua rigenerazione.
Ti sei arricchita di nutrimenti salutari per le piante, gli animali, gli uomini
e hai imprigionato le scorie dannose della loro vita spesso disordinata.
E hai sopportato pesi e responsabilità mantenendo una sincera vocazione al bene.
E’ vero, hai alimentato fiumi, laghi e oceani;
hai accarezzato i fiori dei prati, e maturato il grano dei campi,
ti sei immolata agli assetati, e hai curato le ferite della carne;
sei stata invocata e idolatrata secondo gli umori del momento,
ma pochi uomini hanno sentito il bisogno di proteggerti.
Nei secoli hanno viziato i tuoi sentieri, ti hanno frenata e imprigionata,
ti hanno costretto a servire interressi esclusivi,
e ti hanno abbandonata al tuo destino quando, esausta, non hai potuto più reagire,
e gonfia di veleni sei scivolata, tuo malgrado, nell’immenso mare,
in cerca di una purificazione capace di cancellare dal tuo cuore
la crudeltà dell’uomo che ti ha asservito con stupidità .
Hai ritrovato sollievo e autenticità fra leggere, aeree nubi fraterne,
e hai scorazzato per il cielo giocando tra i mulinelli dell’aria,
e hai sorvolato gioiendo il saluto di spumeggianti onde oceaniche,
e hai sofferto vedendo deserti infuocati e aride zolle senza vita,
e bambini il fila al pozzo, per un secchio d’acqua fangosa :
unico “oro†per la vita mortificata di ogni giorno, di ogni ora
di un’esistenza che sprofonda nel baratro di sguardi attonici,
privati della dignità e del sogno.
E allora sei di nuovo precipitata, e la foga della tua rabbia e della tua passione
ha sollevato l’onda, ha invaso la terra, ha violentato e distrutto.
Ti sei ribellata agli abusi, hai costretto gli uomini a guardarti in faccia,
e se anche ora ti hanno maledetto, hai ricordato loro che sei un “bene†per tutti,
e che nessuno ha il diritto di strumentalizzarti o farti proprietà esclusiva,
riconoscendo tuo unico padrone l’unicità del servizio
nella prospettiva della giustizia, della solidarietà , della pace.